Il cartello del Golfo (in spagnolo: Cártel del Golfo) è un cartello della droga messicano con base a Matamoros, Tamaulipas, operante in 13 regioni, tra le quali Nuevo León e Michoacán.[1]
Dedito principalmente al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, marijuana, metanfetamina ed eroina, tra il Messico e gli Stati Uniti, è impegnato anche nel contrabbando d'armi a livello internazionale. È conosciuto per la violenza delle modalità d'azione e di intimidazione, oltre che la collusione con le istituzioni attraverso la corruzione di uomini di legge e classe dirigente sia messicani che statunitensi. Nel 2020 un articolo del New York Times ritrae uno dei riciclatori più importanti, chiamato BitBlack, che utilizzerebbe le criptovalute per nascondere i pagamenti alle autorità.
Capeggiato per lungo tempo dal sanguinario Osiel Cárdenas Guillén, impostosi con violenza alla testa dell'organizzazione assassinando Salvador Gomez Herrera, successore di Juan Abrego, si è reso noto per aver assoldato i Los Zetas, un gruppo di ex membri delle forze speciali dell'esercito messicano, pagati a peso d'oro ed utilizzati come sicari a tutela dell'organizzazione del cartello.