Don Camillo | |
---|---|
![]() | |
Lingua orig. | Italiana |
Autore | Giovannino Guareschi |
1ª app. | 28 dicembre 1946[1] |
1ª app. in | Candido |
Interpretato da | |
Voci italiane |
|
Caratteristiche immaginarie | |
Soprannome | Don Camillo |
Sesso | Maschio |
Luogo di nascita | Brescello (film) |
Data di nascita | 30 maggio 1899 |
Professione | Presbitero |
Affiliazione | Chiesa cattolica |
«Ogni pasticcio che sorgesse fra i rossi e i loro avversari naturali, diventava alla fine un fatto personale tra don Camillo e Peppone. E così don Camillo diventava il parafulmini sul quale si scaricavano le folgori dei rossi. E poiché don Camillo aveva due spalle formidabili, riusciva sempre ad arrangiare le cose senza guai grossi né per sé né per gli altri.»
Don Camillo è un personaggio immaginario creato dallo scrittore, giornalista e fumettista italiano Giovannino Guareschi, come protagonista (opposto all'antagonista amico-nemico Peppone) in una serie di racconti nei quali è il parroco di un piccolo paese in riva al Po (Brescello, in provincia di Reggio Emilia, scelto dopo molti sopralluoghi e attente valutazioni come il luogo più adatto al film, dal regista Julien Duvivier- e il vicino comune di Boretto - nel quale son girate diverse scene, sebbene don Camillo sia presentato dall'autore nella prima storia come "l'arciprete di Ponteratto"), un ambiente che Guareschi definisce Mondo Piccolo, idealmente paradigmatico della realtà rurale italiana del dopoguerra.
La maggior parte degli episodi di don Camillo vede la luce sul settimanale umoristico Candido, fondato, insieme a Giovanni Mosca, dallo stesso Guareschi. Molti dei 347 racconti del Mondo Piccolo, pubblicati sia sul Candido sia su altri quotidiani e riviste, sono stati raccolti in seguito in otto libri, dei quali solo i primi tre pubblicati quando Guareschi era ancora in vita. Il personaggio divenne molto noto al grande pubblico, che lo identificò nella figura di Fernandel, suo interprete nella riuscitissima riduzione cinematografica dei racconti di Guareschi.