Guerra russo-polacca del 1792

Guerra russo-polacca del 1792
parte delle guerre russo-polacche
La guerra russo-polacca del 1792
Data18 maggio-27 luglio 1792
LuogoParte centrale e orientale della Confederazione polacco-lituana
EsitoSeconda spartizione della Polonia
Schieramenti
Comandanti
Józef Antoni Poniatowski
Tadeusz Kościuszko
Jan Henryk Dąbrowski
Józef Judycki
Luigi di Württemberg (fino al 1º giugno 1792)
Michail Nikitič Krečetnikov
Michail Vasil'evič Kachovskij
Wilhelm Derfelden
Michail Kutuzov
Effettivi
51 000 fanti
19 000 cavalieri
200 cannoni
98 000 uomini[1]
Perdite
circa 3 000>7 000
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La guerra russo-polacca del 1792 o, come riportata in fonti polacche, la guerra in difesa della costituzione (in polacco wojna w obronie Konstytucji 3 maja),[2][3] ebbe luogo nel 1792 con la Confederazione polacco-lituana da un lato e l'Impero russo e la confederazione di Targowica (la nobiltà ostile alla ventata riformista che stava sperimentando la Polonia-Lituania con l'adozione della Costituzione polacca di maggio) dall'altro.[4]

La guerra si svolse in due teatri: uno settentrionale, in Lituania, e uno meridionale, in quella che oggi è Ucraina. In entrambi gli scenari, le forze polacche si ritirarono davanti alle forze russe numericamente superiori, malgrado fossero riuscite a resistere in maniera significativamente maggiore nel sud, grazie all'efficace guida dei comandanti polacchi Józef Poniatowski e Tadeusz Kościuszko. Durante i tre mesi di lotta, si combatterono diverse schermaglie, ma nessuna delle fazioni ottenne una vittoria decisiva.[5] Il maggiore successo ottenuto dalle forze polacche risultò la battaglia di Zieleńce del 18 giugno; all'indomani dello scontro fu istituita la più alta onorificenza militare polacca, la Virtuti militari. La guerra terminò quando il re polacco Stanislao II Augusto Poniatowski decise di cercare una soluzione diplomatica, chiedendo una tregua con i russi e aderendo in quell'occasione alla confederazione di Targowica, come richiesto dall'Impero.[6] La cessazione delle ostilità non si rivelò senza conseguenze per la Confederazione, poiché subito dopo la resa ebbe luogo la seconda spartizione.

  1. ^ Storozynski, p. 158.
  2. ^ (EN) Zbigniew Tyburski, Polish Champions: Sketches in Human Dignity, Franciscan Publishers & Printers, 1997, p. 47, ISBN 978-15-58-05999-3.
  3. ^ (EN) Jacek Jędruch, Constitutions, Elections, and Legislatures of Poland, 1493-1977: A Guide to Their History, University Press of America, 1982, p. 120, ISBN 978-08-19-12509-5.
  4. ^ Comitato per Bologna storica e artistica, Strenna storica bolognese, 2002, p. 65, ISBN 978-88-55-52618-0.
  5. ^ Norman Davies, Storia d'Europa, vol. 2, Pearson Italia S.p.a., 1993, p. 801.
  6. ^ Luigi Mascilli Migliorini, L'età moderna: Una storia globale, Gius.Laterza & Figli Spa, 2020, p. 213, ISBN 978-88-58-14111-3.

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