Lo schiaffo (o sberla, oppure ceffone) è un colpo inferto al volto usando il palmo della mano aperto. La parola indica in senso lato una sorta di umiliazione,[1] di qui alcuni modi di dire come «schiaffo morale».
All'interno di un determinato rito, uno schiaffo dato anche soltanto a parole può equivalere ad un'azione, più o meno aggressiva, dal significato ben preciso.
A seconda del contesto e del periodo storico lo schiaffo può assumere quindi diversi valori o accezioni, sia in ambito pubblico che interpersonale. Tali significati vanno da un semplice atto di richiamo rivolto al destinatario al fatto di sfidarlo oppure di rifiutarlo; dal suo riconoscimento come membro di una comunità all'atto di congedare chi riceve lo schiaffo; dalla funzione di affermare un rapporto di sottomissione a quella di segnarne la cessazione definitiva.