Speculazione bellica

Caricatura dello Zio Sam con la cassaforte svaligiata.

Uno speculatore bellico è qualunque persona o organizzazione che trae spropositati profitti dalla guerra o vendendo armi ed altri beni alle parti in guerra.[1] L'espressione è tipicamente pregna di connotazioni negative. La speculazione generica, da cui si trae un profitto esagerato, si verifica anche in tempo di pace.[2] Un esempio di speculazione bellica sono gli shoddy millionaires che asseritamente vendevano lana riciclata e scarpe di cartone durante la Guerra di secessione americana.[3] È stato detto che i moderni conglomerati industriali della difesa come Lockheed Martin, Boeing, BAE Systems, General Dynamics, Raytheon, ecc., non integrano né lo spirito della speculazione bellica né la relativa nozione legale, giacché il loro interesse principale è la sicurezza pubblica. Questo argomento si basa sull'influenza politica dell'industria della difesa,[non chiaro] per esempio nel 2010 l'industria militare ha speso 144 milioni di dollari in lobbying e ha donato più di 22,6 milioni di dollari a candidati al Congresso,[4] e ha prodotto grandi profitti per gli azionisti del settore nel periodo post-11 settembre.[5]

  1. ^ Stuart D. Brandes, Warhogs7, University Press of Kentucky, 1997.
  2. ^ Definition of profiteer, su merriam-webster.com, Merriam-Webster. URL consultato il 5 luglio 2018.
  3. ^ The American Pageant, 14e, Wadsworth Cengage Learning, 2012, ISBN 978-0-547-22761-0.
  4. ^ William Hartung, Tools of Influence: The Arms Lobby and the Super Committee, su ciponline.org, 31 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2017).
  5. ^ 10 companies profiting the most from war, in USA TODAY. URL consultato il 16 febbraio 2017.

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