Tipo testuale bizantino

La fine del libro degli Atti degli Apostoli (folio 76r) dal Codex Alexandrinus, che segue in maniera quasi esclusivamente il tipo testuale bizantino per i vangeli e ampiamente quello alessandrino per il resto del Nuovo Testamento.

Il tipo testuale bizantino (noto anche come maggioritario, tradizionale, ecclesiastico, costantinopolitano o siriano) è uno dei tipi usati nella critica testuale per descrivere il carattere dei manoscritti del Nuovo Testamento scritti in koinè (il greco ellenistico). In particolare, quello bizantino è il tipo testuale trovato nella maggior parte dei manoscritti conservati. Il tipo testuale bizantino è spesso indicato con le abbreviazioni o Byz.

Il testo del Nuovo Testamento della Chiesa greco-ortodossa, l'edizione del Patriarcato di Costantinopoli del 1904, è basato su questo tipo testuale, che è anche alla base del textus receptus greco di gran parte delle traduzioni risalenti all'età della Riforma del Nuovo Testamento nelle lingue contemporanee (la maggior parte delle traduzioni moderne usa il testo eclettico, che si basa maggiormente sul tipo testuale alessandrino).


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