Settimio Zabdas | |
---|---|
Nascita | Palmira, ? |
Morte | Emesa, 272 |
Cause della morte | giustiziato dall'imperatore Aureliano |
Etnia | armena |
Dati militari | |
Paese servito | Regno di Palmira |
Forza armata | Esercito palmireno |
Anni di servizio | 267-272 |
Grado | Generale |
Campagne | |
Battaglie | |
Comandante di | Truppe palmirene, clibanarii |
Altre cariche | Consigliere militare della regina Zenobia |
voci di militari presenti su Wikipedia | |
«Lo abbiamo [un esercito], maestà, ma Antiochia è caduta. Se perderemo anche la prossima battaglia saremmo costretti a ripiegare a Palmira e a prepararci ad un assedio ed allora ogni speranza di vittoria sarà vana.»
Settimio Zabdas (latino: Septimius Zabdas, in aramaico: Saba o Zabas; Palmira, ... – Emesa, 272) è stato un generale armeno del Regno di Palmira che lottò in nome della regina Zenobia contro l'imperatore romano Aureliano e il suo tentativo di riannettere il Regno all'Impero romano.
Alla morte di Settimio Odenato (266/267), la moglie Zenobia assunse il potere nel nome del figlio Vaballato, divenendo a tutti gli effetti sovrana e regina di Palmira; ella nominò allora Zabdas comandante supremo delle truppe palmirene, che guidò alla conquista di numerosi territori.
Di origine armena, Zabdas era un formidabile generale. Nel guidare il suo esercito, mostrò notevole prodezza: era un "cavallo-cavaliere", infatti in più occasioni pare che avrebbe camminato tre o quattro miglia assieme i suoi fanti, pur avendo a disposizione cavalli o carri.
Il suo successo più grande fu l'occupazione dell'Egitto romano.
Fu giustiziato al termine dell'assedio di Palmira, a Emesa, dove la regina Zenobia ed i suoi fedelissimi furono processati.